
Una delle competenze più importanti della dermatologa è la diagnostica delle lesioni cutanee e mucose pigmentate (e non pigmentate), con la funzione principale di identificare precocemente lesioni sospette o maligne. Queste comprendono principalmente: nei melanocitari clinicamente atipici, il melanoma, le forme preneoplastiche epiteliali (cheratosi attiniche), i tumori epiteliali maligni (il carcinoma basocellulare, il carcinoma spinocellulare, esame della pelle secondo i criteri ABCDE). Negli ultimi decenni la diagnostica nel campo della dermatoscopia si è intensificata, quindi gli esami dermatologici sono importanti per l’identificazione e l’interpretazione dei segni e dei sintomi della pelle.
Tra questi, la diagnostica epimicroscopica, occupa una posizione dominante. Questa consente alla dermatologa di “entrare” visivamente nella lesione e analizzarla, il che facilita la diagnosi clinica.
La più conosciuta è la dermatoscopia della pelle. Si tratta di analizzare la pelle del paziente dalla testa ai piedi e identificare le lesioni pigmentate e non pigmentate o quelle maggiormente sospette.
Con la dermatoscopia, un dermatologo può fare una vera diagnosi di pericolosi cambiamenti della pelle come il melanoma e vari tipi di tumori della pelle. Poiché il dermatoscopio illumina e allarga la superficie della pelle, si possono vedere singole vene, depositi di pigmento, pori, alterazioni della cheratina, melanina,…
Monitoraggio digitale dei nei – DermaGraphix e D200EVO
Per la diagnosi precoce di lesioni cutanee e melanomi, nella nostra clinica utilizziamo il sistema DermaGraphix all’avanguardia in combinazione con il dermatoscopio digitale D200EVO.

Cosa significa questo miglioramento nella dermatoscopia cutanea per il paziente?
- Documentazione digitale completa dei nei sulla pelle.
- Immagini dermatoscopiche ad alta risoluzione con diverse illuminazioni (polarizzata, non polarizzata).
- Tracciamento accurato dei cambiamenti nel tempo: confrontiamo i nei nuovi e vecchi a ogni controllo.
- Rilevazione precoce del melanoma e di altre lesioni cutanee, quando le opzioni di trattamento sono migliori.
- Riduzione delle procedure non necessarie: il sistema aiuta a distinguere i nei immutati da quelli sospetti.
Come si svolge l’esame?
Durante l’esame, scattiamo delle foto con uno speciale sistema di telecamere e un dermatoscopio. Tutte le immagini vengono archiviate in un database digitale sicuro e, alla visita successiva, le confrontiamo con le immagini precedenti. In questo modo, possiamo individuare tempestivamente eventuali nei nuovi o modificati.
A chi è consigliato questo screening?
- Persone con un numero elevato di nei,
- Persone con una storia familiare di melanoma o cancro della pelle,
- Persone con pelle chiara e un rischio maggiore di scottature solari,
- Chiunque desideri prendersi cura attivamente della salute della propria pelle.
È importante sottolineare l’importanza dell’autoosservazione periodica della pelle (da 1 a 3 mesi, dopo aver fatto la doccia), osservando macchie o escrescenze esistenti o di nuova formazione che attirano la nostra attenzione (segno di “brutto anatroccolo”).
Durante questo tipo di osservazione, prestare attenzione ai criteri accreditati (ABCDE), che indicano cambiamenti sospetti nella nostra pelle. Se siamo preoccupati, si consiglia una visita dermatologica il prima possibile.
Esame della pelle secondo i criteri ABCDE
A = asimmetria (di forma, colore)
B = bordi irregolari
C = molti colori, distribuiti disordinatamente
D = dimensioni > 6 mm e che cambiano
E = evoluzione di uno o più segni di sospetto.
Esaminiamo la pelle di tutto il corpo, compreso il dorso e le spalle, gli spazi interdigitali, la pianta dei piedi, il palmo delle mani, il cuoio capelluto, le orecchie, l’area genitale (anche la parte mucosa visibile). Si consiglia alle persone a rischio più elevato o che hanno già subito la rimozione dei nevi displastici o del melanoma di sottoporsi a un’autovalutazione regolare una volta al mese.
Cosa fa lo specialista durante un esame dei nei?
Raccoglie i dati forniti dal paziente, valuta potenziali fattori di rischio, valuta la cute e le mucose, dalla testa ai piedi, analizza e documenta le lesioni cutanee con appositi strumenti di visualizzazione analogica e digitale. In base alle evidenze attuali ed alle linee guida per la pratica della dermoscopia, la registrazione digitale di tutti i nei di un individuo è priva di valore pratico. Infine, la dermatologa consiglia e fornisce indicazioni specifiche in base alle caratteristiche della pelle del paziente. In caso di sospetto diagnostico (lesione pigmentata clinicamente atipica, sospetto di neoformazioni epiteliali), puo’ consigliare di valutare istologicamente certe lesioni. In questo caso, una biopsia locale o un’asportazione completa della lesione può essere eseguita e inviata per l’esame istologico.
Perché è utile la diagnosi epimicroscopica?
Oltre alla valutazione dei nei, la diagnostica epimicroscopica viene abitualmente utilizzata nella diagnosi dei tumori epiteliali (il carcinoma basocellulare, il carcinoma spinocellulare), nel riconoscimento di altre alterazioni cutanee (cheratosi attinica) e nella diagnosi di lesioni pigmentate benigne e non pigmentate. Queste valutazioni sono utili e necessarie quando il paziente desidera rimuovere lesioni cutanee per scopi estetici o funzionali, soprattutto quando è previsto l’uso di tipi di rimozione superficiale (laser, ablazione RF, …).